FELICE BOSELLI
(Piacenza 1650 – 1732)

Personalità poliedrica, si dedicò dapprima alla pittura di figura ed all'affresco e forse solo in un secondo momento alla pittura di natura morta. Si formò tra il 1665 e il 1675 a Piacenza ove si specializzò, secondo il Carasi, nel copiare quadri altrui; qui fu allievo di G. Nuvoloni. L'unico quadro di figura documentato a noi giunto è l'“Ecce Homo” del 1702 (Piacenza, chiesa di Santa Brigida), ma sappiamo che nel periodo 1680-87 eseguì tempere ed affreschi per il palazzo dei conti Sanvitale di Fontanellato (Parma), dei quali fu pittore di corte fin oltre il 1710 c. e per i quali eseguì strani arrangiamenti della stufetta di Parmigianino (1704). Del periodo tardo della sua attività abbiamo un buon numero di nature morte raccolte attorno alle due tele della Galleria Campori (Modena) di sicura datazione: 29 marzo 1730. Qui l'artista sembra ricollegarsi ai precedenti cremonesi del genere e risentire degli influssi fiamminghi che da Genova, penetravano in val padana. Ha temi e tagli simili a quelli del contemporaneo Crivellone; raffigura talvolta con accademismo, altre volte con senso di toccante realtà, una natura opulenta e greve, non senza suggestioni dal Crespi.

Deanna Lenzi