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Evidentemente
concepito come primo abbozzo per una pala d'altare, lo schizzo non
consente un immediato riconoscimento dei personaggi raffigurati
per la mancanza di attributi ben individuabili: l'angelo in primo
piano con la foglia di palma allude alla presenza di un martire,
forse il santo che appare in gloria tra le nubi. La struttura della
composizione e la verve disegnativa orientano con sicurezza verso
l'area veneziana, quantunque non sia stato posssibile individuare
un dipinto in rapporto con il disegno. Tale direzione di ricerca
è confermata dalla scritta antica, tardo-settecentesca, che
riferisce il foglio a "Tiepoli": esclusi Giambattista
e Giandomenico, il disegno non sembra riferibile neppure ad alcuno
dei tiepoleschi di più stretta osservanza, come Francesco
Lorenzi, Giustino Menescardi o Francesco Zugno, la fisionomia dei
quali è stata ormai definita in maniera abbastanza soddisfacente.
Il ricorso a tipologle longilinee, tese in posizioni arcuate, potrebbe
far pensare a moduli cari a Nicola Grassi. Tuttavia, il polo di
attrazione più prossimo sembra essere costituito da certi
aspetti della grafica piazzettesca in senso lato, nella particolare
declinazione - come gentilmente mi ha suggerito Andrea Tomezzoli
- di Pietro Roselli, artista lagunare noto alla critica solo da
pochi anni, grazie al contributi di Ugo Ruggeri e di George Knox,
che hanno raggruppato attorno al suo nome una ventina di disegni.
In quanto allievo di Antonio Balestra (1666 -1740), Roselli potrebbe
essere nato sullo scorcio del Seicento o all'inizio del secolo successivo,
considerando il fatto che risulta iscritto alla fraglia dei pittori
veneziani dal 1725 al 1761 e che Zanetti (1771) lo ricorda ancora
vivente nel 1771. Il disegno della collezione D'Arco si può
accostare a un gruppo di schizzi preparatori Apoteosi di san Marco,
soprattutto al verso del foglio conservato alla National Gallery
of Art di Washington: vi ritorna la stessa struttura compositiva,
sebbene semplificata, e il medesimo impianto luministico. A ciò
va aggiunto l'aspetto più propriamente tecnico, caratterizzato
da un ductus sciolto e nervoso e da un'economia di segni nelle definizioni
fisionomiche, cui corrisponde, al contrario, un tratteggio a penna
molto fitto nella resa delle parti in ombra.
E.S.
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